Angelo Pezzana su "Libero" si prende gioco
di chi vive in una situazione di coppia di fatto
di Andrea G-brasc
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Dicembre 2006: su LIBERO appare un surreale articolo che offre un ritratto del
tutto distorto ed offensivo per chi vive in una "coppia di fatto".
Ormai ci siamo. Pare proprio che sia giunte il momento di aprire in Parlamento una discussione che dovrebbe (il condizionale è ancora d'obbligo) finalmente colmare il vuoto legislativo in tema di convivenze more uxorio. Tuttavia c'è ancora chi fa allegramente scempio di buonsenso e buon gusto per esternare concetti e frasi quantomeno deliranti... Non riporterò per ragioni di lunghezza l'articolo per intero (chi vorrà potrà comunque leggerlo tramite questo link), ma ne commenterò le parti più "interessanti". Ribadisco di essere serissimo quando riconosco di averne colto persino degli spunti a tratti divertenti... Anche perché man mano che la lettura proseguiva, mi sembrava di vedere e udire in modo sempre più distinto Corrado Guzzanti nell'imitazione di un gracchiante gerarca in piena crisi nostalgica, sebbene forse lo stesso Guzzanti (Corrado, non Paolo) stavolta avrebbe davvero rischiato di non riuscire così bene nell'impresa!
Ma andiamo pure a leggere e commentare (in bianco i brani tratti dall'articolo).
Tutto
è iniziato quando gli omosessuali si sono messi in testa di essere come gli
eterosessuali.
Ah sì? E quando è successa questa cosa
terribile? Nessuno si è messo in testa nulla, se le caratteristiche del gusto
sessuale vengono considerate fondamentali per stabilire una
"categoria" per identificare le persone come uguali o diverse tra
loro, stiamo messi bene... Possibile che a nessuno venga mai in mente la più
vaga idea di unicità di ogni singolo essere umano?
...Solo che gli omosessuali, sull'onda del
grande cambiamento di costume partito dal '68 (non erano mica tutti bombaroli) e
giunto attraverso tappe vincenti fino al ventunesimo secolo, si sono montati la
testa. Sta a vedere, si sono sicuramente detti, che qui non solo riusciamo a
rivendicare e ottenere quel che sempre ci è stato negato, ma ce la facciamo
anche a far fuori le loro stramaledette istituzioni, in primis la famiglia
[...]
Il Sig. Pezzana dimostra di avere un'idea
davvero curiosa delle istituzioni e della famiglia... Forse confonde il
movimento di contestazione del '68 con la richiesta del rispetto di diritti di
base da parte di un milioncino (almeno) di persone circa...
sarà uno scherzo ottenere il riconoscimento delle
coppie di fatto, cioè le unioni tra due uomini o tra due donne [...]
...Del resto un'unione, magari una vita insieme more uxorio tra una donna ed
un uomo NON E' coppia di fatto, no?
[...] un uomo e da una donna uniti nel vincolo del
matrimonio con il fine della procreazione - e se il vincolo non è sacro,
pazienza, non è una tragedia, e se anche non è più, purtroppo, indissolubile,
ancora pazienza, l'importante è che la baracca resti in piedi.
Interessante l'accomunare il matrimonio
(purtroppo non più indissolubile!) ad una baracca che deve restare in piedi...
Ma sì, dai, è ovvio che si tratta di uno scherzo...!
All'inizio ci saranno le esenzioni delle tasse
di successione, poi arriverà la pensione reversibile, salterà pure la
legittima ai famigliari, perché verranno riconosciuti i diritti testamentari
del partner e così addio ai soldi del celibe defunto, che fino ad oggi
rientravano tranquillamente quasi sempre in famiglia. Erediterà il
sopravvissuto e noi, parenti, non vedremo neanche un euro.
Sembra quasi che il Sig. Pezzana attenda
ansiosamente la dipartita di qualche (facoltoso) parente prossimo che vive in
una situazione di coppia di fatto. Sarei curioso di conoscere, a riguardo di
tale affermazione, persino il parere dei tanti sacerdoti, vescovi e cardinali,
malgrado disapprovino proposte di legge a tutela delle persone che vivono tale
situazione.
È vero che non ce li saremmo meritati, in
fondo avere avuto un parente omosessuale non era certo una cosa da sbandierare
con orgoglio, come pretenderebbero oggi questi qua con i loro Pride. Ci
vergognavamo, certo, ma è normale, no? Ma è vero che in tarda età li
riaccoglievamo nel seno della comune famiglia, e lì sì che l'effetto e
l'attenzione tornavano a dimostrarsi, ci prendevamo cura persino dei loro
interessi, che loro, poverini, per motivi di età non potevano più seguire con
l'attenzione dovuta.
Pensate un po'.... Bontà sua, quale fulgido
esempio di (disinteressata) Carità Cristiana!
Perché, diciamocelo chiaro, questi
omosessuali hanno goduto fino ad oggi dei privilegi pazzeschi, altro che
discriminazioni, ed è ora di gridarlo ai quattro venti. Hanno fatto sesso
liberamente per tutta la vita, un'occhiata complice e via, in quattro e
quattr'otto erano già belle che a letto. Mentre noi perdevamo il nostro
tempo con il corteggiamento, con le belle maniere.
Adesso è chiaro... E' solo una questione di
invidia! Tutto questo sesso (solitamente gratis... Ah, però! Non sarà mica
questo il principale motivo d'invidia?!) quando qualcun altro il sesso lo ha
invece dovuto teorizzare o idealizzare per anni ed anni (o consumare in
solitudine, qualora non si sia preoccupato troppo dei dettami della Bibbia)...
Se poi il corteggiamento e le belle maniere erano considerati tempo perso, non
ci si può sorprendere se poi tanti matrimoni falliscono (e di conseguenza non
ci possiamo sorprendere neppure noi a fronte di certe esternazioni!).
Mentre noi ci davamo gli appuntamenti, quelli
avevano già concluso. È vero che non hanno mai potuto legalizzare qualsiasi
tipo di unione, ma vuoi mettere una vita dove fai sesso con chi vuoi, rientri a
casa senza dover rendere conto a nessuno, mangi, dormi o guardi la Tv solo se ti
va, vai in vacanza dove vuoi tu e non dove vogliono tua moglie o i bambini?
Brutta cosa l'invidia... Acceca proprio! Qui emerge tutto il senso di rabbia di
chi in famiglia ha sempre contato meno del due di coppe in una partita a
briscola dove regna il seme dei bastoni! ...Il tutto forse condito con generose
dosi di frustrazione sessuale. Perché viene proprio da domandarsi cosa avrà
mai dovuto subire nella propria vita chi si scaglia con tanta ferocia contro le
coppie di fatto, viste le evidenti recriminazioni riferite alla famiglia
tradizionale?
[...] possono separarsi senza spendere un euro
in avvocati, niente assegni da passare all'ex, che ti mangiano più di metà di
quello che guadagni! E il divorzio? Solo noi ex sposati sappiamo quale calvario
sia, e quanto denaro costi. Diciamola tutta, il matrimonio, la separazione,
il divorzio sono state le cause delle nostre più grosse infelicità.
Magari basterebbero un po' di accortezza in più
e un po' di superficialità in meno prima di intraprendere una vita insieme (mi
sa che parlando di invidia ho indovinato)... Ad ogni modo si tranquillizzi chi
si scaglia con così tanto livore contro le coppie di fatto: nel momento in cui
l'attuale vuoto legislativo dovesse essere colmato, le suddette coppie sapranno
fare tesoro di una conquista così preziosa.
E questi sporcaccioni, ma anche stupidi,
perché non hanno mai capito in quale paradiso terrestre vivevano, vogliono
fare la nostra stessa fine? Ma accontentiamoli, dopo duemila anni che scopano
liberamente, sono lì che smaniano per avere quello che a noi ha sempre pesato.
E allora diamoglielo questo matrimonio, che si illudano anche loro, se gli basta
una cerimonia con i chicchi di riso per credere di avere trovato l'amore eterno,
si sposino, poveretti, non sanno quale inferno li aspetta.
E insite. Offende, persino! ...Ma no, dai, lo
abbiamo detto che è solo uno scherzo...! In gamba, però, il Sig. Pezzana a
voler cercare di sdrammatizzare in modo così elegantemente ironico la grama
esistenza di chi ha vissuto o vive il dramma del matrimonio!
Si preparino ad uscire dalle statistiche che li
raffigurano sempre tra i grandi spendaccioni. Lo credo, fino ad ora avevano solo
da pensare a loro stessi, comoda la vita! Allevino famiglia e figli, li voglio
proprio vedere. Invece di punirli, come credo anche il buon Dio vorrebbe per
la loro condotta scostumata, dandogli anche a loro tutte le maledizioni che
abbiamo saputo costruirci per renderci la vita insopportabile (ma anche, quando
ci va bene, complicata) [...]
A me personalmente sarebbe piaciuto entrare nei
parametri di tale statistica! Riguardo il buon Dio, si faccia sempre molta
attenzione (ed un buon esame di coscienza) prima di invocare il Suo intervento o
di interpretarNe il volere. Il buon Dio, invece, sa la fatica che può costare e
di conseguenza l'alto valore che può rappresentare la vita in una situazione di
coppia di fatto quando non ci si può sposare (e quando chi ne ha la facoltà
disprezza questa possibilità). Pianificare ogni spesa in una casa che un domani
si potrebbe essere costretti ad abbandonare (e tutti sanno che gli "atti
privati" ed i testamenti sono impugnabili). O avere il proprio compagno o
la propria compagna malato/a, magari in fin di vita, privo/a di conoscenza,
senza poter partecipare attivamente all'assistenza e le cure necessarie. Del
resto chi si scopre omosessuale, condizione che ovviamente non si sceglie,
"logicamente" non può sposarsi, anche quando desidera rimanere
insieme una vita alla persona che ama e con la quale crede in un futuro da
investire insieme. Inoltre complimenti, di scherzo in scherzo, per il
"dandogli anche a loro", davvero impeccabile nella forma!
[...] noi abbiamo scelto di opporci alle loro
richieste di "equiparazione", vogliamo che la loro vita continui così
come è stata finora, libera, senza legami, senza eccessive responsabilità, con
quell'amore libero che i poeti hanno sempre cantato e che loro, 'sti gnocchi
di omosessuali, hanno sempre avuto. Ma così si scavano la fossa da soli E
loro ci considerano nemici da combattere! [...] Gli omosessuali otterranno
quello che chiedono e noi, parliamoci chiaro, noi che non li abbiamo mai potuti
sopportare (solo che oggi non fa più fine dirlo), saremo alla fine soddisfatti.
Avete finito di farvela bene, brutti sporcaccioni, adesso siete nella merda
come noi. E ve la siete voluta.
Grazie anche per voler esprimere in modo così
tenace questa opposizione per il nostro bene, per desiderare che la nostra vita
continui in modo "LIBERO", come dal nome della testata giornalistica
dalla quale è tratto il divertente ed elegante articolo. Peccato che molti
abbiano l'abitudine (più sana) di attribuire a tale parola un significato ben
più nobile rispetto al voler "liberamente" berciare grossolanamente
rabbia, livore ed insulti nei confronti di centinaia di migliaia di persone.
...Ma ora, basta, suvvia, è ovvio che l'articolo è stato pubblicato per
scherzo, a mo' di provocazione... Pareva quasi che leggendolo si respirasse
un'atmosfera che richiamava alla mente un vago "ME NE FREGO!"... Possibile
mai?
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Le frequenze dei capoluoghi di regione sono evidenziate:
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