IL CORAGGIO LAICO
testo e foto di Andrea G-brasc
(cliccando su alcune immagini è possibile ottenerne un ingrandimento)

Il
12 Maggio a Roma, a Piazza Navona, si è tenuta un'importante manifestazione
denominata CORAGGIO LAICO.
Sarebbe stata necessaria una massiccia partecipazione a questa iniziativa, ovviamente non sufficientemente promossa o pubblicizzata dai media, proprio all'opposto di quanto è accaduto per l'iniziativa di Piazza San Giovanni, il Family Day, che ha visto una partecipazione praticamente "biblica" (si parlava di un milione di persone)...
Purtroppo,
come era facile prevedere, in assenza di una macchina organizzativa (pagata
presumibilmente per lo più coi proventi dell'otto per mille alla Chiesa
Cattolica) analoga a quella garantita dalle associazioni ecclesiastiche e le
Parrocchie - e poi vengono a parlarci di "lobby gay" - a Piazza Navone
le presenze sembra non abbiano neppure raggiunto le 50000 unità.
E,
quel che è peggio, alla "guerra dei numeri" è palesemente uscita
vittoriosa Piazza San Giovanni con una "festa" contraddistinta dalla più bieca,
oscurantista ed ottusa IPOCRISIA, per diversi motivi.
Tanto
per cominciare NON ERA VERO, come qualcuno avrebbe voluto far credere, che la suddetta
manifestazione del Family Day non sarebbe stata contro il Governo e, soprattutto,
contro il (troppo) timido
tentativo di garantire dei diritti giuridici a quelle persone che non possono
contrarre matrimonio. Infatti si di da il caso che, per stessa ammissione degli organizzatori,
il Family Day rappresentasse un'occasione in più per ribadire "laicamente" il NO AI DICO...
Cioè, un'occasione per continuare a negare dei diritti di base a chi non li ha,
ovvero alle coppie o alle famiglie di fatto!
...Naturalmente, tutto ciò a
"tutela delle famiglie tradizionali"... Ogni commento è
superfluo!
Inoltre,
è stato interessante notare la scelta del 12 Maggio per una manifestazione come il
Family Day. Perché semmai qualcuno lo avesse dimenticato, si tratta di quella stessa data che 33
anni or sono vide un'importante, basilare vittoria per l'affermazione dei
diritti e delle responsabilità degli Italiani nel portare avanti autonomamente
le proprie scelte: la vittoria del referendum che dette vita alla legge sul
divorzio.
Per questi motivi era difficilissimo scegliere la strada più opportuna da seguire in risposta al Family Day. Mai come in questa occasione ogni decisione comportava dei rischi. Era sì giusto ribadire l'importanza di una data come il 12 Maggio, ma il rischio era quello di permettere ai promotori del Family Day di vantare il numero di presenti infinitamente più alto (per i motivi già spiegati), cosa peraltro puntualmente accaduta.
Ma
l'alternativa, proprio per l'importanza, il significato che riveste la data del
12 Maggio per la nostra laicità sempre più calpestata e vilipesa, non poteva
neppure essere spostata. O
il 12 Maggio oppure nulla.
E persino col senno di poi è difficilissimo dire "piuttosto, era meglio
nulla", anche se la tentazione è forte.
D'altronde
è pure fondamentale
continuare a resistere e lottare soprattutto con la forza della ragione
(elemento fortemente inviso al Vaticano), malgrado il rischio di dare ai media
un'immagine di parziale insuccesso o di permettere agli avversari di
strumentalizzare risultati non particolarmente incoraggianti.
Tutto
ciò nonostante l'alto
valore della manifestazione Coraggio Laico,
pregna di interventi
portati avanti con il cuore e con la lucida spontaneità di crede davvero nelle
cause per le quali lotta,
cause che potrebbero un giorno garantire
dei diritti e
quindi un po' di tranquillità e di felicità in più ad una gran numero di
persone, senza nulla togliere ad altri.
Ed
è anche necessario ribadire che, al contrario di quanto è accaduto a Piazza
San Giovanni, la
manifestazione di Piazza Navona accoglieva TUTTE le famiglie e tutte le forme
d'amore, senza eccezioni.
Ed
è per questo che ritengo doveroso dare un grande ringraziamento a coloro che si
sono prodigati, nonostante i presupposti, per collaborare ed intervenire alla
manifestazione del Coraggio Laico (realizzata con così poco anticipo), ad
iniziare da Emma
Bonino ed Enrico
Boselli, Marco
Pannella e Rita
Bernardini.
Inoltre
un grazie a chi ha presentato con grande professionalità tutta la
manifestazione e gli ospiti che si sono susseguiti sul palco, quindi Alessandro
Cecchi Paone, Charlie Gnocchi, Tony Garrani
e Michel
Pergolani.
Poi,
come non ricordare e ringraziare anche gli altri personaggi del mondo della politica che
sono intervenuti, tra i quali Franco
Giordano, Fabio Mussi, Alfonso Pecoraro Scanio, Antonio Del Pennino, Katia
Belillo, Franco Grillini...
E i personaggi della musica e dello spettacolo che hanno portato la loro arte a
preziosa testimonianza: Marco
Masini, Simone Cristicchi, Fiorella Mannoia (avvistata tra il pubblico), Frankie
Hi NRG, Momo, Leda Battisti...
Difficilissimo elencare tutti ed anzi chiedo venia per chi avessi dimenticato.
Grazie davvero a loro e a tutto il pubblico che ha partecipato, auspicando nel giro di breve tempo di raccogliere i frutti di tutta questa belle energia positiva, pulita e spontanea (al contrario dell'ipocrisia profusa a piene mani da "altri") regalata alla causa dei diritti, nei confronti dei quali non è più possibile né abdicare, né delegare altri.
E infine, tornando per un momento sul "Family Day", riporto una meravigliosa lettera di denuncia di Marco Travaglio... E' un po' lunga, ma vale la pena di leggerla sino in fondo, specie la parte evidenziata.
POSTA PRIORITARIA
10/05/2007
Eminenza reverendissima Cardinale Camillo Ruini,
mi rivolgo a lei anche se la so da poco in pensione, anziché al suo successore card. Bagnasco, perché lei è un po’ l’Andreotti del Vaticano: ha accompagnato la vita politica e religiosa del nostro paese per molti decenni. Come lei ben sa, non c’è paese d’Europa che abbia avuto tanti capi del governo cattolici come l’Italia. Su 60 governi in 60 anni, 51 avevano come premier un cattolico e solo 9 un laico: 2 volte Spadolini, 2 Craxi, 2 Amato, 2 D’Alema, 1 Ciampi, che peraltro si dichiara cattolico. In 60 anni l’Italia è stata governata per 52 anni da un cattolico e per 8 da un laico.
Se la DC e i suoi numerosi eredi avessero fatto per la famiglia tutto ciò che avevano promesso, oggi le famiglie italiane dormirebbero tra due guanciali. Sa invece qual è il risultato? Che l’Italia investe nella spesa sociale il 26,4% del Pil, 5 punti in meno che nel resto d’Europa a 15, quella infestata di massoni, mangiapreti, satanisti e -per dirla con Tremaglia- culattoni. Se poi andiamo a vedere quanti fondi vanno alle famiglie e all’infanzia nei paesi che non hanno avuto la fortuna di avere in casa Dc e Vaticano, scopriamo altri dati interessanti. L’Italia è penultima in Europa col 3,8% della spesa sociale alle famiglie, contro il 7,7% dell’Europa, il 10,2% della Germania, il 14,3% dell’Irlanda. Noi diamo alla famiglia l’1,1% del Pil: meno della metà della media europea (2,4). Sarà un caso, ma noi siamo in coda in Europa per tasso di natalità: la Francia ha il record con 2 figli per donna, la media europea è 1,5, quella italiana 1,3.
E il resto d’Europa ha i Pacs, noi no: pare che riconoscere i diritti alle coppie di fatto non impedisca le politiche per la famiglia, anzi. Lei che ne dice?
Lei sa, poi, che per sposarsi e fare figli, una coppia ha bisogno di un lavoro stabile. Sa quanto spendiamo per aiutare i disoccupati? Il 2% della spesa sociale, ultimi in Europa. La media Ue è il 6%. La Spagna del terribile Zapatero spende il 12,5. I disoccupati che ricevono un sussidio in Italia sono il 17%, contro il 71 della Francia, l’80 della Germania, l’84 dell’Austria, il 92 del Belgio, il 93 dell’Irlanda, il 95 dell’Olanda, il 100% del Regno Unito. E per i giovani è ancora peggio: sotto 25 anni, da noi, riceve il sussidio solo lo 0,65%; in Francia il 43, in Belgio il 51, in Danimarca il 53, nel Regno Unito il 57. Poi c’è la casa. Anche lì siamo penultimi: solo lo 0,06% della spesa sociale va in politiche abitative (la media Ue è il 2%, il Regno Unito è al 5,5). Se in Italia i figli stanno meglio che nel resto del mondo, anche perché sono pochissimi, per i servizi alle madri siamo solo al 19° posto.
Forse, Eminenza, visto il rendimento dei politici cattolici o sedicenti tali, avete sempre puntato sui cavalli sbagliati. O forse, se aveste dedicato un decimo delle energie spese per combattere i Dico e i gay a raccomandare qualche misura concreta per la famiglia, non saremmo i fanalini di coda dell’Europa: perché i nostri politici le promesse fatte agli elettori non le mantengono, ma quelle a voi le mantengono eccome. Sono proprio sacre.
Ora speriamo che il Family Day faccia il miracolo. A questo proposito, vorrei mettere una buona parola per evitare inutili imbarazzi. Come lei sa, hanno aderito all’iniziativa moltissimi politici così affezionati alla famiglia da averne due o tre a testa. Come Berlusconi, che ha avuto due mogli, senza contare le giovani e avvenenti attiviste di Forza Italia con cui prepara il Family Day nel parco di villa Certosa.
Le cito qualche altro esempio da un bell’articolo di Barbara Romano su Libero. Vediamo la Lega, che fa fuoco e fiamme per la sacra famiglia. Bossi 2 mogli. Calderoli 2 mogli (la seconda sposata con rito celtico) e una compagna. Castelli, una moglie in chiesa e l’altra davanti al druido. Poi c’è
l’Udc, l’Unione democratico cristiana, dunque piena di separati e divorziati. Divorziato Casini, che ha avuto due figlie dalla prima moglie e ora vive con Azzurra. Divorziati l’ex segretario Follini e il vicecapogruppo Giuseppe Drago, mentre la vicesegretaria Erminia Mazzoni sta con un divorziato. D’Onofrio ha avuto l’annullamento dalla Sacra Rota.
Anche An è ferocissima contro i Dico. Fini ha sposato una divorziata. L’on. Enzo Raisi ha detto:"Io vivo un pacs". Altro "pacs" inconfessato è quello tra Alessio Butti e la sua compagna Giovanna. Poi i due capigruppo: alla Camera, Ignazio La Russa, avvocato divorzista e divorziato, convive; al Senato, Altero
Matteoli, è divorziato e risposato con l’ex assistente. Adolfo Urso è separato. L’unico big in regola è Alemanno:si era separato dalla moglie Isabella Rauti, ma poi son tornati insieme. Divorziati gli ex ministri Baldassarri (risposato) e Martinat (convivente). La Santanchè ha avuto le prime nozze annullate dalla Sacra Rota, poi ha convissuto a lungo.
E Forza Italia? A parte il focoso Cavaliere, sono divorziati il capogruppo alla Camera Elio Vito e il vicecapogruppo Antonio Leone. L’altro vice, Paolo Romani, è già al secondo matrimonio: «e non è finita qui», minaccia. Gaetano Pecorella ha alle spalle una moglie e "diverse convivenze". Divorziati anche Previti, Adornato, Vegas, Boniver. Libero cita tra gli irregolari persino Elisabetta Gardini, grande amica di Luxuria, che ha un figlio e (dice Libero) convive con un regista. Frattini, separato e convivente, è in pieno Pacs. Risposàti pure
Malan, D’Alì e Gabriella Carlucci, mentre la Prestigiacomo ha sposato un divorziato. E al Family day ci sarà pure la Moratti col marito Gianmarco, pure lui divorziato.
Ecco, Eminenza, personalmente sono convinto che ciascuno a casa sua sia libero di fare ciò che vuole. Ma è difficile accettare l’idea che questi signori, solo perché siedono in Parlamento, abbiano dal ‘93 l’assistenza sanitaria per i conviventi more uxorio e vogliano negarla a chi sta fuori. E che lei Eminenza non abbia mai tuonato contro i Pacs parlamentari. Ora però non vorrei che qualche Onorevole Pacs disertasse il Family Day per paura di beccarsi una scomunica.
Perciò mi appello a lei: se volesse concedere una speciale dispensa almeno per sabato, ne toglierebbe d’imbarazzo parecchi. Potrebbe pure autorizzarli a sfilare ciascuno con tutte le sue famiglie, magari entro e non oltre il numero di 3. Per far numero. Ne guadagnerebbe la partecipazione. Si potrebbe ribattezzare l’iniziativa Multifamily Day.
Marco Travaglio
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